NOTA - INDICATORI DI QUALITA' DELL'IMMAGINE (IQI) - NORMA EN 462-1 - Xrayconsult

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NOTA - INDICATORI DI QUALITA' DELL'IMMAGINE (IQI) - NORMA EN 462-1

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INDICATORI DI QUALITA' D'IMMAGINE
Penetrametro a Fili (EN 462-1)





PENETRAMETRO A FILI (EN 462-1)
 Con l’IQI. a fili si dispone di una serie di 19 fili suddivisi in 4 gruppi con diametri crescenti, con spessori a  partire da 0,05 fino a 3,2 mm. I quattro gruppi sono parzialmente sovrapposti: da 1 a 7;  6 a 12;  10 a 16 e da 13 a 19. Ciascun gruppo è ordinato con i fili disposti parallelamente entro un doppio foglio di plastica sottile, contenente anche la sigla del materiale di cui i fili sono composti (Tabella sotto riportata).

 
IQI a fili, identificazione diametro fili.


 

IQI a fili, Classi di qualità radiografica (materiali ferrosi)
 
                             
La tabella sopra riportata è riferita a esposizione radiografica per singola parete e con IQI  lato sorgente. Per la diversa attitudine dell'occhio a percepire l’immagine di un filo rispetto a quelle di un foro, la sensibilità con l’IQI a fili è determinata senza riferimento allo spessore del pezzo, ma considerando soltanto il diametro del minimo filo ancora percepibile. Con IQI a fili perciò si esprime la qualità dell'immagine radiografica semplicemente per mezzo del numero d’ordine di quest’ ultimo. Con IQI a fili la qualità radiografica è suddivisa in classi a seconda della capacità che viene richiesta dalla radiografia nella rivelazione di piccoli dettagli; in tabella sono riportati a titolo di esempio i requisiti (numero d’ordine del filo più sottile di cui si richiede la visibilità) per le classi radiografiche di classe A e B, come raccomandate in detta norma.  La tabella è riferita a esposizione radiografica per singola parete e con IQI lato sorgente. Gli IQI a placchette sono generalmente impiegati nell’esame radiografico di getti e devono sempre essere posti sul pezzo dalla parte opposta alla pellicola, nell’area più lontana dall’asse del fascio di raggi X, ossia nel punto più sfavorevole per la sensibilità.  Se il pezzo presenta molti spessori relativamente differenti può essere necessario usare più placchette contemporaneamente con spessori percentualmente adeguati a ciascuna area.



Posizionamento dell’IQI nell’esposizione radiografica

Invece per pezzi di piccole dimensioni, ovvero con forma complicata, dove la sovrapposizione della placchetta potrebbe mascherare qualche dettaglio, si ricorre ad un blocco ausiliario con identico materiale e spessore effettivo del pezzo, sul quale si pone l’IQI. Per pezzi a molti spessori si impiegano contemporaneamente più blocchi ausiliari. L’ IQI a fili è impiegato quasi universalmente nell’esame di saldature, dove è posto trasversalmente al cordone (sempre dalla parte opposta alla pellicola). I fili interessano tanto la zona termicamente alterata che il dosso del cordone e non vi sono difficoltà per il suo posizionamento. A parità di tecnica adottata la qualità dell’immagine radiografica determinata con i due tipi di IQI (ed anche con altri tipi) conduce a stabilire degli indici, ovvero dei diametri di fori o di fili, diversi senza possibilità di correlazione generale fra essi. In genere con  l’ IQI a fili sono percettibili dei diametri minori poiché l’occhio è aiutato nella percezione dall’estensione lineare del filo: ciò rappresenta un lato negativo dell’ IQI a fili e di tutti gli IQI, dove i dettagli da percepire sono disposti con regolarità per cui l’osservatore rimane da questa suggestionato e si illude di vedere qualche cosa di più. Per ovviare a questo inconveniente sono stati proposti altri tipi di IQI con fili o fori disposti irregolarmente. Uno dei maggiori problemi nell'utilizzo di un filo IQI è il termine "appena percettibile" o "visibile" applicato alle immagini dei fili. Come si guarda, lungo una serie di immagini filo, i fili di diametro maggiore sono facilmente visibili, poi sono discontinui e, infine, invisibili. C'è una fase in cui si può "vedere" le parti di una lunghezza del cavo ma non la sua intera lunghezza, si sa, pertanto, che questo filo è presente. Nella norma EN 462-3 si afferma che "l'immagine di un filo è accettata (come visibile) se ha una lunghezza ininterrotta di almeno 10 mm chiaramente visibile in una regione di “uniforme densità ottica". Su una saldatura che non è uniforme in spessore, questo criterio non è sempre facile da applicare (anche utilizzando i lettori di film appositi).




Brigida Michele                Email: brigida.michele@xrayconsult.it
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